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8 buone ragioni per praticare il Nordic Walking

Il Nordic Walking o camminata nordica  si pratica utilizzando dei bastoncini.

Si tratta di uno sport completo e ideale per chi desidera unire all’intento dimagrante il raggiungimento di un benessere psico-fisico globale. Infatti, grazie al Nordic Walking si perde peso, ci si tonifica, si combatte l’ansia, si sciolgono le contratture e si migliora notevolmente la coordinazione.

Questo tipo di camminata è adatta a tutti, poiché non pesa sulle articolazioni e non richiede sforzi improvvisi. La tecnica è bene impararla da un istruttore per non fare errori (soprattutto di tipo posturale).

Fa dimagrire

Con il Nordic Walking si perde peso e si può raggiungere la forma fisica auspicata in pochi mesi di pratica costante. Contrariamente a ciò che molti pensano, infatti, il fatto di camminare con l’ausilio dei bastoncini non toglie “impegno” e fatica e, dunque, non diminuisce il dispendio calorico e l’azione tonificante della pratica. Anzi, l’uso dei bastoncini fa sì che la tecnica sia quella corretta e che lavorino alla perfezione tutte le fasce muscolari.

Ma c’è di più: il Nordic Walking permette di perdere più peso rispetto alla corsa. Nello specifico, 40 minuti di Nordic Walking fanno dimagrire più di 40 minuti di corsa.

Tonifica tutti i muscoli

Con la pratica costante del Nordic Walking, si possono tonificare tutti i muscoli del corpo. Infatti, secondo quanto riportato dalla Scuola Italiana di Nordic Walking, a essere coinvolti sono il 90% dei muscoli (ovvero, più di 600).

Dunque, camminare con i bastoncini rassoda le braccia, l’addome, i glutei e le gambe. Si tratta, quindi, di un esercizio davvero completo e perfetto per chi ha bisogno di perdere peso e, insieme, di tonificare al meglio tutti i tessuti. È lo sport ideale anche per chi riprende l’attività fisica dopo un periodo di fermo, per esempio per le neomamme.

Fa bene alle articolazioni e combatte l’osteoporosi

Il Nordic Walking, contrariamente alla corsa, non pesa sulle articolazioni. Anzi, questo tipo di attività fisica rinforza le articolazioni in modo dolce ma efficace. Per tale motivo, se ne consiglia la pratica anche a chi ha avuto problemi articolari (per esempio, una lesione di tipo traumatico) e deve riacquistare gradualmente la mobilità perduta.

Grazie alla camminata con i bastoncini, si mobilitano al meglio caviglie e ginocchia. Ma non solo, tutta la colonna vertebrale e la postura ne traggono giovamento. L’attività rappresenta anche un’ottima forma di prevenzione contro l’osteoporosi. Dunque, il Nordic Walking può rivelarsi lo sport ideale anche per le donne in fase di premenopausa o menopausa.

Benefici sul sistema cardiocircolatori 

Camminare utilizzando i bastoncini è un esercizio ottimale per rinforzare il sistema cardiocircolatorio. Infatti, questo tipo di movimento aumenta la frequenza cardiaca più della camminata tradizionale. Tale aumento fa sì che l’organismo sia sottoposto a un allenamento cardiocircolatorio equilibrato ma estremamente efficace.

Il Nordic Walking può essere praticato anche da chi è in forte sovrappeso oppure obeso. La pratica, infatti, si può modulare a seconda del grado di allenamento e di resistenza personale.

Scioglie le tensioni e le contratture muscolari

Praticare il Nordic Walking con regolarità è sia una forma di prevenzione, sia una cura per chi soffre di contratture muscolari nella zona “cervicale” (spalle, collo e nuca). Infatti, il movimento richiesto dalla pratica è costante e di media intensità ma non presenta scatti o sforzi improvvisi.

Anzi, camminare con i bastoncini fa sì che venga alleggerito il peso sulla colonna vertebrale e sul sistema motorio in generale. Grazie a questa ottimale condizione, si “scalda” la zona della contrattura e si scioglie la tensione accumulata (e, con essa, anche il dolore e l’infiammazione). Se ne consiglia, quindi, la pratica a tutti coloro che trascorrono molto tempo davanti al PC.

Rinforza il sistema immunitario e mantiene giovani

Lo sport in generale svolge un’azione rinforzante sul sistema immunitario, a patto che sia praticato in modo intelligente. Infatti, si è dimostrato che chi si allena in maniera particolarmente intensiva può indebolire le difese e aumentare la produzione dei radicali liberi. L’ideale è dedicarsi a un’attività fisica di media intensità in modo costante. Il Nordic Walking, in tal senso, è uno sport ideale.

Grazie a una pratica costante della camminata con i bastoncini, si rinforza tutto il sistema immunitario e si ritarda anche l’invecchiamento. Infatti, l’attività fisica moderata ma regolare riduce la produzione di radicali liberi da parte dell’organismo (tutto ciò, invece, non avviene se ci si allena in modo troppo intenso).

Combatte l’ansia ed è antistress

Forse non tutti sanno che praticare uno sport è una delle forme migliori di prevenzione e di lotta contro l’ansia. Infatti, l’attività fisica permette all’organismo di calmarsi in modo naturale grazie alla produzione di endorfine, ossitocina e triptofano.

La camminata in sé è uno dei più efficaci sport anti-ansia. Il Nordic Walking, grazie al tipo di sforzo richiesto e al movimento previsto dalla tecnica, riesce a ridurre notevolmente il livello di ansia.

Inoltre, è stato dimostrato che il Nordic Walking riduce la produzione degli ormoni dello stress (tra cui il famigerato cortisolo, colpevole anche dell’aumento di peso). In tal senso, svolge un ruolo chiave anche il contesto in cui viene praticato questo tipo di attività fisica: all’aperto e, spesso, in mezzo alla natura.

Agisce positivamente sulla sollecitazione motoria

Grazie alla pratica costante del Nordic Walking, si ha la possibilità di agire contemporaneamente ed efficacemente su quattro delle cinque forme di sollecitazione motoria: coordinazione, resistenza, forza e mobilità.

Anche questo tipo di beneficio svolge un’ importante azione anti età e di prevenzione di numerose malattie legate all’invecchiamento.

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Sei buoni motivi che ti faranno innamorare dei Monti Sibillini

Nei Monti Sibillini camminerai incontrando meraviglie e misteri

Per questi sentieri, ti verrà incontro il cielo; sentirai vibrare un’energia che scuote l’anima. Le cime erbose di queste montagne aspre, belle, aperte, affacciate su altipiani immensi, ti parleranno. Chi respira in questi luoghi può diventare un viandante in cerca di sé. Qui, nel vento, nelle memorie degli abitanti di queste terre, nelle vene dei suoi alberi, sono custodite storie antichissime. Se al crepuscolo guardi i crinali, forse vedrai passare un cavaliere di nome Guerrino, che giunse qui per interrogare la donna magica nascosta in questi Monti. La Sibilla Appenninica. Per porle la domanda più tremenda: “Fata, chi sono io?”.

Perché questi sono i Monti Azzurri di Giacomo Leopardi

Il borgo dei Poeti – Smerillo

Quando, inquieto e furioso, sedeva sui dolci colli cercando l’infinito, Giacomo Leopardi da Recanati volgeva lo sguardo a Occidente e vedeva la maestosità di Montagne che avevano il colore dei cieli. Un azzurro ricamato di pulviscoli magici. E lui, che sapeva il giorno natale è cosa funesta, si commuoveva: guardando i borghi posati sulle cime dei colli dolci, e poi le vie dorate e gli orti e, quindi, il mare; e, più lontano ancora, il monte. Qui, come Leopardi, capirai che esiste un colore che è oltre la natura: l’azzurro dei Monti Sibillini sul ricamo verde-oro del paesaggio marchigiano.

 Perché questa è una terra selvaggia

Lo sanno i camosci; lo sanno i lupi, che qui sopravvissero negli anni Settanta quando in Italia erano quasi estinti nella Penisola; lo sa il colchido d’autunno quando fiorisce nella luce tiepida; lo sa l’aquila reale quando zitta sovrasta le vette: queste sono zone selvagge. Autentiche. Come la sua gente. Qui non troverai niente. Se non quello che non può non esserci. Nemmeno una parola, di troppo. Qui potrai sottrarti all’idiota sovrabbondanza del mondo. Into the Wild, nel cuore dell’Italia.

 Perché qui pregò Francesco, qui imprecò Cecco

Gli eremi nascosti tra gli anfratti di queste montagne tradiscono la spiritualità profonda della cultura e della tradizione dei Sibillini; qui, da Assisi, passò Francesco e si fermò, riconoscendo un volto splendido delle creature; queste terre sono la cornice dei Fioretti. Ma sono anche terre maledette, da sempre meta e rifugio di eretici, alchimisti, negromanti; e i nomi spettrali di questi posti splendidi, ognuno con una sua leggenda, stanno a ricordarcelo: l’Infernaccio; il Lago di Pilato; Pizzo del Diavolo; Passo cattivo… Qui il negromante Cecco d’Ascoli venne a divinare i suoi testi proibiti sull’astrologia teologica. Cammini tra i Monti Sibillini e i Cieli, nell’anima, si mescolano misteriosamente con gli Abissi.

 Perché qui assaporerai cibi che sanno di leggenda

Quasi fossero nascosti dietro nomi segreti, come sapori sottratti agli Dei da qualche Prometeo goloso, i cibi dei Monti Sibillini sono, per chi li assaggia, epifanie non diverse da quelle custodite nelle sue leggende: qui assaggerai un salame che si spalma, una lenticchia fatta d’oro, un amaro preparato con erbe calpestate da fate, un dolce creato con il cuore caldo dei marroni, delle olive nate dagli alberi con dentro prelibata carne macinata, un vino dolce come ambrosia. Quindi, non temere quando ascolterai i suoni di parole come “ciauscolo”, “lendicchia-de-castelluccio”, “amaro sivilla”, “castagnaccio”, “jie “scolane”, “vìccotto”, e molte altri: non sono mostri leggendari, bensì prelibatezze vere di questi Monti, venute direttamente dalla terra più pura.

Perché sarai in compagnia di Fate caprine e Mazzamurelli

sibilla reginaSe ogni tradizione ha le sue fate, quelle dei Monti Sibillini sono uniche e straordinarie; non le donne metà donna e metà farfalla della tradizione celtica, né le anfibie fanciulle-foca delle storie delle Orcadi; non le ittiche ragazze, dette Sirene, degli Elleni: qui le fate, come raccontano i pastori, sono ragazze stupende dai ricci rossi e biondi, ma con piedi e zoccoli di capra. Figlie di Pan e degli Elfi, sono la corte della Regina Sibilla, e se sei coraggioso e fortunato forse potrai pericolosamente danzare con loro, in alcune notti di luna. Se non ci credi, chiedilo ai folletti, che qui abbondano, e si manifestano sempre con i loro dispetti (per la gente maleducata e superba) o i con il loro aiuto (per i pochi altri): i piccoli uomini campestri, alti venti centimetri circa, che qui chiamiamo “Mazzamurelli”.

In parte riadattato, Huffingtonpost.it

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Il giardino dei Sibillini: Zafferano Maggiore o Croco

Zafferano Maggiore – Piano della Gardosa – Foce di Montemonaco

Il fiore che annuncia la primavera

Il croco selvatico, noto anche con il nome di zafferano maggiore o falso zafferano per la somiglianza con Crocus sativus da cui si ricava la nota spezia giallastra, appartiene alla famiglia delle Iridaceae ed è classificato come Crocus vernus. La fioritura avviene già dal mese di Febbraio.

Simboleggia l’amore appassionato e giovinezza spensierata

Il suo habitat è piuttosto vasto e va dai prati umidi alle radure umide tra i faggeti fino ai pascoli, ma solo laddove la vegetazione prativa non si sviluppa con grande anticipo impedendogli di completare il suo ciclo.

Il croco, infatti, per poter restare in vita da un anno all’altro dopo la fioritura deve poter riaccumulare sostanze di riserva all’interno del bulbo e questo non è possibile se lo sfalcio del prato avviene prima che si siano disseccate le ultime foglie.

Il nome Croco deriva dal termine greco kroke il cui significato letterale è “filamento” e sta a indicare i lunghi stimmi presenti all’interno della corolla.

Il Croco è un fiore conosciuto fin dai tempi antichi, perfino Omero lo nomina quando descrive il talamo nuziale di Giove e Giunone, ed è forse questo il motivo che lega il Croco alla passione e alla sensualità.

Vi sono numerose specie di Croco, sia coltivato che a crescita spontanea è una pianta erbacea dalle foglie verde scuro striate di bianco al centro.

Pianta decorativa, con fiori che nascono direttamente dal terreno senza avere nessun sostegno dato dallo stelo.

Morfologia

Pianta erbacea, perenne, con un piccolo bulbo sferico, alta 10-20 cm, con 2-3 foglie inferiori biancastre

Il fiore quasi sempre solitario è inodore, in genere di colore violetto, spesso più scuri all’apice, ma a volte anche bianchi che misurano 8- 15-x 30-40 mm essi sono caratterizzati da lunghissimi stimmi da cui si origina il nome.

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I comuni dei Sibillini: Fiastra (MC)

Lago di Fiastra

Fiastra è un comune sparso in provincia di Macerata con sede a Trebbio (732 m slm). Il territorio accoglie vari castelli, di grande valore paesaggistico per la sua posizione tra monti e boschi sulle rive del lago omonimo. Fiastra si trova all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Il 1º gennaio 2017 ha incorporato l’ex comune di Acquacanina, che è divenuto sua frazione.

Da vedere:

  • Il lago di Fiastra è un lago artificiale i cui lavori sono iniziati nel 1955 allo scopo di fornire energia elettrica nella Vallata del Fiastrone. Il Lago ha una profondità massima di 87 metri all’altezza della diga. La sua superficie invece è di 2 km². Il lago è situato all’interno del parco nazionale dei Monti Sibillini ed è alimentato dalle acque del fiume Fiastrone e piccoli affluenti minori che creano angoli suggestivi.
  • Le Lame Rosse sono una stratificazione di roccia nel complesso dei Monti Sibillini, precisamente degli strati di roccia privi della loro parte superficiale. Per questo motivo il substrato di ferro è in vista. Gli agenti climatici infatti, attraverso una lenta erosione lunga milioni di anni, hanno causato la perdita della parte calcarea della montagna che si è frantumata e depositata sul terreno andando a creare un lungo ghiaione .
  • Abbazia di Fiastra, il centro abitato Abbadia di Fiastra lega il suo nome all’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra che è una delle abbazie cistercensi meglio conservate in Italia. Qui l’ideale benedettino di lavoro e preghiera, oltre a diventare concreto e visibile attraverso un linguaggio architettonico di rara bellezza, ha saputo segnare profondamente anche la storia del territorio circostante arricchendola di preziose ed interessanti testimonianze.

    Castello Magalotti
  • Abbazia S. Paolo Aspostolo 
  • Castello Magalotti
  • Grotta dei Frati
  • San Lorenzo al Lago
  • Santuario del Beato Ugolino