castelluccio

I comuni dei Sibillini: Castelluccio (PG)

Castelluccio prima del sisma del 2016

Attenzione: Il 30 ottobre 2016 il paese di Castelluccio è stato quasi completamente raso al suolo da un importante evento sismico: il campanile e la Chiesa di Santa Maria Assunta sono andati completamente perduti, mentre alcune opere di notevole pregio storico-artistico custodite nella chiesa sono state messe in sicurezza prima dei crolli.

Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (PG) in Umbria.

Territorio

Il paese si trova sull’Appennino Umbro-Marchigiano, a circa 28 km da Norcia, raggiungibile attraverso una strada panoramica, posto in cima ad una colle che si eleva sull’omonimo altopiano (Piani di Castelluccio) tra i più vasti dell’Italia Centrale ed inserito nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, ad una altitudine di 1 452 m s.l.m. che ne fanno uno dei centri abitati più elevati degli Appennini. Di fronte ad esso si erge la sagoma del Monte Vettore (2476 m).

La presenza dell’uomo nella zona è testimoniata sin dall’epoca romana, con il rinvenimento di alcuni oggetti in terracotta presso la Fonte di Canatra, in località Soglio. Inoltre, nelle fondamenta di una casa furono rinvenute nei secoli passati diverse monete romane risalenti al periodo dell’imperatore Claudio il Gotico (III secolo), e lungo la strada che conduce a Forca di Presta, si trovò anche la tomba di un soldato romano. Il nucleo attuale risale al XIII secolo, anche se alcune ricerche tendono a retrodatarne la fondazione.

Castelluccio dopo il sisma del 2016

Castelluccio fu un antico castello nell’orbita di Norcia costruito per difendere il confine orientale dei pascoli.

Economia

L’economia del paese è strettamente legata all’attività della pastorizia, che ancora costituisce una buona parte degli introiti degli abitanti. Ad essa va aggiunta l’agricoltura, con la produzione di prodotti tipici quali le famose lenticchie di Castelluccio. Il turismo è presente tutto l’anno: nel periodo invernale, la località di Forca Canapine ospita impianti di risalita a volte funzionanti per attività , mentre nel periodo estivo l’escursionismo attrae un gran numero di appassionati. Inoltre tutta l’area dei piani di Castelluccio è molto apprezzata per la pratica del volo libero, in particolare del parapendio, per via della particolare conformazione orografica e per la quasi totale assenza di tralicci e antenne. Per questo motivo nel paese si trovano diverse scuole di volo frequentate, soprattutto in estate, da appassionati e principianti provenienti da ogni zona d’Europa.

Da Vedere

  • Parco nazionale dei Monti Sibillini (1993), area protetta di 72 000 ha che ospita animali quali il lupo, l’aquila reale ed il ;
  • il Monte Vettore (2 478 m), uno dei più alti monti dell’appennino centrale, nonché cima più alta delle Marche. A breve distanza dalla sommità, si trova il Lago di Pilato (1 941 m), di origine glaciale. Le sue acque ospitano una colonia di Chirocefalus Marchesoni, un minuscolo crostaceo;
  • la Cima del Redentore (2 448 m), cima più alta dell’Umbria, e l’omonima spettacolare cresta che consente una superba vista aerea sui piani di Castelluccio;
  • la Grotta della Sibilla (2 150 m), abitata secondo la leggenda da una maga capace di predire il futuro;
  • Piani di Castelluccio

    Piani di Castelluccio (1 350 m), di circa 15 km², rappresentati principalmente dal Pian Grande e dal Pian Perduto. Essi sono famosi per la Fiorita, ossia l’imponente fenomeno di fioritura che colora il piano tra la fine di maggio e l’inizio di luglio (soprattutto papaveri, fiordalisi, margherite). Nel 2014 viene festeggiata ufficialmente nel paese domenica 29 giugno.

  • scritte in vernice bianca sui muri di alcuni edifici, usate per esporre i problemi e le peculiarità del paese (satire);
  • portale e brevi tratti di mura della fortificazione (XVI secolo);
  • Chiesa di Santa Maria Assunta (XVI secolo), con una pregevole scultura lignea policroma della Madonna in adorazione del Bambino (1499), ad opera di Giovanni Antonio di Giordano, scultore norcino. La chiesa è stata costruita nella prima metà del 1500, il portale, datato 1528 fu ricomposto dopo il terremoto del 1703. L’interno è a pianta centrale con cupola ottagonale. L’altare maggiore in legno intagliato racchiude la scultura del Crocifisso con le figure dei Dolenti dipinte su tavola di fondo (XVI secolo). Nei due bracci laterali affreschi con i Misteri del Rosario di Camillo e Fabio Angelucci (1582) e Storie di Sant’Antonio Abate (fine XIV secolo). Sui rispettivi altari rinascimentali Madonna in adorazione del Bambino (già citata precedentemente) e S. Antonio Abate (terracotta policroma della fine del ‘500). La cupola della chiesa fu affrescata a fine ‘800. La chiesa, a causa del Terremoto del Centro Italia del 2016 ha subito importanti danneggiamenti già dopo la scossa che ha distrutto Amatrice il 24 agosto 2016 a seguito della quale è stata messa in sicurezza. La successiva scossa del 30 ottobre 2016 ha causato il suo crollo completo.
  • Di interesse sono i portali delle antiche abitazioni e costruzione di Castelluccio, le icone che sovrastano le strade della frazione e le lapidi che segnano eventi o personalità che hanno segnato la storia del paese.Fonte: wikipedia

 

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