Marche

I Monti Sibillini: Monte Vettore

Vista Monte Vettore dalla Cittadella di Montemonaco (AP)

Il Monte Vettore ( dal latino Victor, “ Vincitore “ o Vector, “ Conduttore “, ha la caratteristica di essere il rilievo più importante e più alto del massiccio della catena dei Monti Sibillini e della regione Marche. La sua vetta, chiamata anche il “ il tetto delle Marche “, raggiunge i 2.476 metri di altitudine ed è inclusa tra le più alte degli Appennini. Le sue falde si estendono all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nei territori dei comuni di Montemonaco ed Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno e nella provincia di Perugia sul versante Umbro.

Sulla pendice nord del Monte Vettore, nella conca naturale abbracciata dall’arco montuoso, a 1.941 metri di quota si trova il Lago di Pilato che, ancora oggi evoca col suo nome, preso dal governatore romano, leggende e tradizioni. Il bacino lacustre è un lago glaciale di notevole interesse per naturalisti e biologi poiché ospita tuttora un endemismo peculiare, una specie autoctona di gambero chiamato: Chirocefalo del Marchesoni. Questo crostaceo, dal colore rossastro, raggiunge una lunghezza di 9–12 mm e si muove nuotando all’indietro con il ventre rivolto verso l’alto. Fu scoperto nel 1954, durante il corso di studi e ricerche.

La facciata esterna dell’arco montuoso invece domina il Pian Grande di Castelluccio di Norcia, una vallata ricca di coltivazioni di lenticchia, legume caratteristico del luogo.

Dalla vetta del monte si può ammirare in giornate limpide il Gran Sasso d’Italia a sud-est e il Terminillo a sud-ovest, il litorale marchigiano e l’Adriatico ad est.

Verso la sommità, il Monte Vettore presenta una ghiaiosa fascia trasversale, detta: “ La strada delle Fate “. La leggenda popolare narra che una volta, le fate, ancelle della Sibilla Appenninica, si siano fermate più a lungo a danzare con i giovani di Pretare e che per non essere sorprese all’alba, fuggirono con tanta precipitazione da lasciare le loro impronte sulla montagna, creando così la loro strada. Il racconto è noto sia agli studiosi delle tradizioni popolari che ai valligiani.

Chirocefalo del Marchesoni

Flora e Fauna

La vegetazione è quella tipica dell’area appenninica, con prevalenza di caducifoglie alle basse quote che poi lasciano il posto alla faggeta e, più in alto, al pascolo. Come specie floristiche vi sono la viola di Eugenia , il genepì dell’Appennino, la genziana lutea, il giglio martagone e la stella alpina dell’Appennino.

Nella zona che circonda il Monte Vettore sono presenti molte varietà di mammiferi, tra i quali: il gatto selvatico, l’istrice, il lupo appenninico, il capriolo,il camoscio d’Abruzzo ed il cervo.

Fra gli uccelli, vi sono: l’aquila reale, il gufo reale, il falco pellegrino e la reintrodotta coturnice.

Tra i rettili c’è la vipera dell’Orsini e la vipera comune.

Nell’area del Monte Vettore sono presenti almeno due endemismi in ambito faunistico, il coleottero Duvalius Ruffoi e, nelle acque del Lago di Pilato, il chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo.

Visitare il Monte Vettore

Venite a visitare il monte Vettore insieme a Vivere i Sibillini e il Nordic Walking per tutti.

Siamo presenti a Foce di Montemonaco.

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